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Protesi peniena e malattia di Peyronie: quale ruolo ha l’innesto?

Quando la malattia di Peyronie si associa a una disfunzione erettile resistente ai trattamenti, si può valutare una protesi peniena. È possibile associare una correzione della curvatura e, in alcuni casi, un innesto biologico. L’innesto non è sempre necessario.

Schema anatomico della curvatura del pene e di una placca di Peyronie indicata dalla parola inglese «Plaque».
National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, National Institutes of Health.

Autore : Redazione TebbHelp

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Quando valutare una protesi peniena?

La malattia di Peyronie può associare una curvatura del pene alla difficoltà di ottenere un’erezione sufficientemente rigida. Quando i trattamenti appropriati non consentono rapporti soddisfacenti, si può valutare una protesi peniena. Non è il trattamento automatico di ogni curvatura. [4]

La valutazione distingue due obiettivi: ottenere una rigidità utilizzabile e correggere una deformità fastidiosa. Un innesto da solo e una protesi non rispondono quindi esattamente allo stesso problema. La qualità delle erezioni prima dell’operazione orienta la scelta. [3, 4]

Illustrazione di due professionisti sanitari in abbigliamento chirurgico in sala operatoria.
Illustration générée par IA représentant une scène fictive, sans patient réel.

La protesi basta sempre a correggere la curvatura?

In alcune situazioni, l’inserimento dei cilindri consente una correzione sufficiente. Se persiste una deformità importante, il chirurgo può associare una procedura di raddrizzamento: modellamento in sala operatoria, plicatura o incisione della zona fibrosa, con o senza innesto. La decisione dipende dal risultato osservato e dal piano discusso prima dell’intervento. Il paziente non deve tentare di riprodurre queste manovre. [1]

A cosa serve un innesto biologico?

Un’incisione dell’albuginea, il rivestimento dei corpi erettili, può lasciare un’apertura da ricoprire. L’innesto funge allora da elemento di riparazione. A seconda della procedura, l’incisione con innesto può essere eseguita senza protesi o insieme al suo impianto. L’innesto non è necessario in tutte le operazioni per la malattia di Peyronie. [1, 2]

L’espressione «innesto di tessuto organico» richiede una precisazione: è più corretto parlare di innesto biologico. Può provenire dal paziente stesso (autoinnesto), da un donatore umano (alloinnesto) o da tessuti animali preparati per uso medico (xenoinnesto). Non si tratta del trapianto di un organo intero. [1]

Quale tessuto si può utilizzare e come viene scelto?

I materiali descritti comprendono alcuni tessuti venosi o fasciali e matrici biologiche. Un autoinnesto può richiedere il prelievo da un’altra parte del corpo: vanno spiegate le conseguenze nella sede del prelievo e la durata aggiuntiva dell’intervento. [3]

Nessun innesto è adatto a tutte le situazioni. La scelta dipende dalla deformità, dalla riparazione necessaria, dall’esperienza dell’équipe, dai dati disponibili e dalle preferenze informate del paziente. Chiedete l’origine esatta del materiale proposto, i motivi della scelta e le alternative. [3]

In quali situazioni si può valutare l’innesto?

L’incisione con innesto può essere presa in considerazione per alcune deformità complesse o importanti. In un uomo con erezioni conservate, questa chirurgia ricostruttiva può essere valutata senza protesi. Se è presente una disfunzione erettile resistente ai trattamenti, il ruolo della protesi deve essere valutato separatamente, insieme alle eventuali procedure associate. [3, 4]

Prima di un intervento di raddrizzamento, l’équipe verifica generalmente la stabilità della malattia e il disturbo funzionale. Una deformità recente, ancora in evoluzione, non comporta automaticamente un’operazione immediata. [2]

Quali limiti e rischi bisogna comprendere?

La chirurgia non garantisce un pene perfettamente dritto né il ritorno alla lunghezza precedente alla malattia. Dopo la correzione possono verificarsi curvatura residua, accorciamento, alterazioni della sensibilità o disturbi erettili. Le conseguenze dipendono dall’intervento scelto. [2]

L’innesto non garantisce di conservare o recuperare la lunghezza. Va discussa anche la qualità delle erezioni dopo una ricostruzione senza protesi. I confronti tra i materiali restano limitati e non consentono di individuare un innesto universalmente superiore. [3]

Quando viene impiantata una protesi, bisogna spiegarne benefici e rischi specifici, insieme al recupero, all’apprendimento del suo utilizzo e alla possibilità di ulteriori procedure. Le aspettative sono parte integrante del consenso informato. [4]

Quali domande porre al chirurgo?

- Perché propone una protesi nel mio caso?

- Sarà probabilmente necessaria anche una procedura correttiva?

- In quale situazione utilizzerà un innesto?

- Sarà prelevato dal mio corpo, da un donatore umano o da una fonte animale?

- Quali risultati sono realistici per curvatura, lunghezza e sensibilità?

- Come saranno organizzati i controlli e la ripresa dell’uso del dispositivo?

Domande frequenti

Con una protesi e la malattia di Peyronie serve sempre un innesto?

No. Le procedure associate dipendono soprattutto dalla deformità e dalla correzione ottenuta durante l’impianto. [1]

Si può eseguire un innesto senza impiantare una protesi?

Sì. Alcune ricostruzioni vengono eseguite senza protesi quando la funzione erettile è adeguata a questa opzione. [4]

Un innesto biologico garantisce un aumento di lunghezza?

No. L’innesto non promette un allungamento né il recupero della lunghezza perduta. [3]

Si può rimuovere sistematicamente tutta la placca?

Non è una regola generale. Le tecniche variano e devono tener conto delle conseguenze sulla funzione erettile. [3]

Informazioni generali per preparare una visita specialistica. Questo articolo non sostituisce una valutazione medica individuale.

Riferimenti

[1] European Association of Urology — Penile Curvature. Raccomandazioni online: sezioni su chirurgia, innesti e protesi peniena. https://uroweb.org/guidelines/sexual-and-reproductive-health/chapter/penile-curvature

[2] British Association of Urological Surgeons — Penile straightening by plication or plaque incision and grafting. Informazioni sul raddrizzamento; non costituiscono un protocollo universale di impianto. https://www.baus.org.uk/_userfiles/pages/files/Patients/Leaflets/Penile%20straightening.pdf

[3] Canadian Urological Association — Guideline for Peyronie’s disease and congenital penile curvature (2018). Riferimento storico complementare, da leggere insieme alle raccomandazioni EAU online. https://www.cua.org/system/files/Guideline-Files/2018_cua_guideline_for_peyronie_rsquo_s_disease_and_congenital_penile_curvature5255.pdf

[4] American Urological Association — Peyronie’s Disease Guideline (2015). Riferimento complementare sulle indicazioni delle diverse procedure. https://www.auanet.org/documents/Guidelines/PDF/clinical-guidance/Peyronies-Disease.pdf

[5] NIDDK — Penile Curvature (Peyronie’s Disease). Informazioni generali per i pazienti. https://www.niddk.nih.gov/health-information/urologic-diseases/penile-curvature-peyronies-disease.

Fonti consultate nell’originale francese il 19 ottobre 2026.

Fonti

  1. https://uroweb.org/guidelines/sexual-and-reproductive-health/chapter/penile-curvature
  2. https://www.baus.org.uk/_userfiles/pages/files/Patients/Leaflets/Penile%20straightening.pdf
  3. https://www.cua.org/system/files/Guideline-Files/2018_cua_guideline_for_peyronie_rsquo_s_disease_and_congenital_penile_curvature5255.pdf
  4. https://www.auanet.org/documents/Guidelines/PDF/clinical-guidance/Peyronies-Disease.pdf
  5. https://www.niddk.nih.gov/health-information/urologic-diseases/penile-curvature-peyronies-disease.

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